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Hero Dolomites e nostalgie
Un crack sordo in mezzo al bosco. “niente l’ho rotto” penso mentre cerco di frenare e fermarmi sugli ultimi metri di sentiero. Una bella crepa e il cerchio storto. è da buttare.
Non so cosa mi dia più fastidio, ormai non sono neanche i soldi persi; è anni che “butto” denaro nella bici e in MTB rompere fa parte del gioco, soprattutto se fai 10-15000 km l’anno e gare.
é che stasera ero proprio gasato, avevo due ore e mezza da fare, ma super easy, blande, controllando il cuore per stare a Z2 vera. Me le godo molto, in questo periodo poi particolarmente, dopo gare impegnative e blocchi di allenamento importanti.
Poi capisco, quella crepa improvvisa, quel cerchio rotto sul più bello mi ricorda la semplice imprevedibilità della vita. Una botta secca, netta come quando si riceve una pessima notizia che ti cambia le prospettive. E tutto cambia.
Chiamo la moglie, sta tornando a casa, salverà lei l’allenamento portandomi una ruota di scorta (della sua bici).
Lo ammetto, io ho proprio paura di quella roba li. Del doversi fermare sul più bello.
Come se meritassi che quando va tutto troppo bene, qualcosa deve per forza andare storto. Forse è per quello che in fondo, ormai, vivo giorno per giorno.
Vivere giorno per giorno, non vuol dire non impegnarsi. e non vuol dire non guarda avanti.
Al contrario è importante farlo, ma senza pensare al risultato tra un tot di tempo. Come nell’allenamento, il vero successo deriva dall’essere costanti, dallo scendere in campo ogni giorno. Dando il 100% si, ma sapendo che oggi il tuo 100% potrà essere 80, domani 60, domani l’altro magari 120.
Anche tutta quella retorica del “no pain, no gain”, va bene quando sei all’inizio di qualcosa. Quando parti da zero tutto va quasi bene, i risultati con un po’ di motivazione arrivano subito perchè la base è quella che è.
Ma poi che fai quando sei migliorato a tal punto che devi lavorare di nuovo ancora sulla base, sui volumi e sui dettagli?
Semplicemente scopri che il miglior lavoro è quello sostenibile, quello intelligente non quello duro.
Quando fai le cose bene, i giorni duri saranno veramente duri. in bici, nel lavoro, in tutto.
Ma dopo quelli vengono i giorni più semplici (non facili attenzione) ed è li che la maggior parte di noi sbaglia. Non sa andare piano, rallentare. Non sa recuperare. Quando invece li accade la magia vera.
Intanto che aspetto “i soccorsi” faccio una salita con la ruota tutta storta. Altrimenti stasera non finisco più. è veramente fastidioso, ma oggi va cosi. Almeno non finisco alle 9 di sera. Voglio mangia con Olly in trattoria. ce lo meritiamo.
Cerco di guardarmi attorno e accorgermi che comunque sono un privilegiato ad aver questi problemi oggi. il privilegio di scegliere quale fatica fare non è per tutti.
Ma la Hero?
il post Hero Dolomites è stato bellissimo. La settimana scorsa andavo in giro continuando a pensare a quanto costruito fino a qui, all’ultimo inverno passato a prendere ore di freddo, tra piccoli infortuni, sbattimenti e qualche giornata a chiedersi il senso.
Eccolo li il senso, aver costruito finalmente dopo 3 anni un motore aerobico quantomeno degno e che ti permette di goderti ritmi alti sulle lunghe distanze.
Quel 32esimo assoluto per me suona come una vittoria. Per alcuni è ridicolo, ma loro non sanno quanto sano impegno c’è dietro (non solo mio). E soprattutto io so da che base si partiva anni fa.
Intanto ero li a giocarmela con un livello alto e un parterre internazionale anche fr anoi “amatori”. Poi, è come quello che dicevo la volta scorsa, ci sono professionisti che faranno una carriera di anni senza mai vincere una corsa e allora? Lo si fa soprattutto per questo costante processo di demolirsi e ricostruire se stessi, ad ogni stagione.
I risultati personali sono solo una conseguenza e se sono oggettivamente belli, festa doppia.
35 anni.
Domani è il mio compleanno. 35 anni.
Guardo le foto sul mio frigo, o sulle bacheche a casa di mia mamma. Vedo le foto con Olly della scorsa estate e non riesco a capire, mi sembra ieri. Davvero.
Mi sembra ieri che Olly aveva 2 anni e ora ne ha 3.
è già quasi ora di Alta Valtellina Bike Marathon, appuntamento ormai di famiglia.
Ogni gara, ogni stagione e ricordo si soprappone e a volte non riesco più a distinguere gli anni in cui è accaduto questo o quello.
Tutto va cosi veloce e allo stesso tempo rimani in attesa degli eventi. In un ritmo che ti fa solo guardare avanti, al prossimo obiettivo, ma che quando riesci a fermarti, ti rendi conto di quanto tutto sia intriso di ricordi densi e senza tempo.
Memorie costruite nel fiore degli anni. In uno stato di grazia in cui siamo sufficientemente giovani per fare tutto, ma sufficientemente vecchi per capire quanto conta oggi.
Perché domani forse i nonni che tengono la mano della piccola diventeranno una foto su un frigo, da guardare con la barba un po’ più bianca; gli occhi lucidi e il cuore gonfio. Sapendo che abbiamo fatto quello che dovevamo fare. dare tutto. insieme. ad ogni “gara”; ogni giorno.



